Nel corso della sua lunga storia la Repubblica di Venezia ha sempre giocato un importante ruolo economico, politico e commerciale all’interno del Mediterraneo e oltre, e per questo molte parole di origine dialettale veneziana sono entrate a far parte della lingua italiana, così come anche di altre lingue europee come l’inglese e il francese. Oggi visiteremo la città attraverso la sua lingua, alla scoperta di 10 delle parole più curiose e interessanti inventate a Venezia

Ciao

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La parola italiana più famosa al mondo nacque proprio a Venezia. "Ciao" deriverebbe dalla contrazione del saluto “sciavo vostro” (“schiavo vostro”), termine derivante a sua volta da “slavo”, poiché durante il tardo Medioevo a Venezia la schiavitù era principalmente formata dalle popolazioni balcaniche. Nato quindi come forma di saluto reverenziale, solamente dal 1900 entrò a far parte della lingua italiana, diffondendosi poi molto velocemente tanto da arrivare a essere usata in diverse parti del mondo come saluto informale. 

Ghetto

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La parola “ghetto” viene comunemente usata per indicare il quartiere ebraico di varie città, ma questo termine nacque a Venezia quando, a partire dal 1516, la comunità ebraica veneziana fu obbligata a risiedere all’interno di una zona circoscritta della città. Quest’area era precedentemente conosciuta come “l’isola del getto” (getto del metallo) per la presenza di diverse fonderie pubbliche. Sembrerebbe che la pronuncia errata dei primi abitanti ebrei del quartiere, provenienti dal Centro Europa, trasformò la parola da "getto" a "ghetto".

Quarantena

Questa parola, tornata in uso nel nostro quotidiano, venne usata per la prima volta a Venezia. Date le numerose epidemie e pestilenze, portate dai marinai, che colpivano la città, il governo della Serenissima decise di introdurre un sistema innovativo per contrastare la diffusione delle malattie: un isolamento di quaranta giorni, da qui il termine “quarantena”. La vecchia isola di Santa Maria di Nazareth, denominata poi Nazaretum e infine Lazzaretto Vecchio, fu adibita a ricovero per le persone contagiate e venne istituita una nuova zona, il Lazzaretto Nuovo, dove marinai appena sbarcati e altri possibili contagiati venivano isolati per quaranta giorni.

Arsenale

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L’Arsenale di Venezia, complesso di cantieri, officine e laboratori, fu una delle prime e più grandi fabbriche in epoca preindustriale. La parola “arsenale”, che oltre ai luoghi delle costruzioni navali passò a indicare anche quelli di armi e munizioni, deriva dall’arabo Dār al-ṣināʿa, ovvero “casa dei mestieri”. La diffusione di questa parola in altre lingue si deve all'enorme popolarità che l'Arsenale di Venezia ottenne negli ultimi anni del XVI secolo.  

Pantaloni

Uno degli indumenti più usati oggigiorno, i pantaloni, devono il loro attuale nome alla maschera veneziana Pantalone, che rappresenta il tipico mercante vecchio, avaro e lussurioso, vestito, per l’appunto, con delle caratteristiche calze lunghe. L’indumento, diffuso tra i veneziani, venne sempre più associato al personaggio Pantalone, tanto che persino in Francia iniziarono a usare lo stesso termine per indicare i pantaloni, "pantalons".

Ballottaggio

Il termine “ballottaggio” deriva dalla complessa procedura utilizzata per l’elezione del doge. Una delle tante fasi prevedeva l’estrazione casuale di "balòte", ovvero sfere dorate e argentate. Da allora il termine è entrato nel linguaggio della politica non solo italiana, ma anche internazionale, come “ballotage” in Francia e “ballot” nei paesi anglofoni. 

Broglio/Imbroglio

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I membri del Maggior Consiglio si riunivano nel “Brolio”, un’area alberata adiacente al Palazzo Ducale, per contrattare i loro voti con i nobili decaduti. Questa pratica ha dato origine al termine "broglio" per indicare le truffe elettorali, da cui deriva il termine più comune “imbroglio”. 

Gazzetta

Nel 1536 la Repubblica di Venezia iniziò a pubblicare dei fogli di notizie (di massimo 8 pagine) per aggiornare la popolazione sull’andamento della crisi con l’impero turco. Questi fogli erano venduti settimanalmente a due soldi, e la moneta da due soldi era chiamata a Venezia “gaxeta”. Il termine passò quindi a indicare i fogli stessi, italianizzato in “gazzetta”; successivamente qualsiasi giornale recante notizie importanti prese il nome di gazzetta. 

Marionetta

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A Venezia, a partire dal X secolo, dopo un attacco nel quale dei pirati rapirono delle giovani spose insieme alla loro dote, che però i veneziani riuscirono a salvare, venne instituita la festa delle Marie, per ringraziare la Madonna della sua intercessione nel salvataggio delle fanciulle. La festa delle Marie prevedeva, oltre alla benedizione delle coppie, il sorteggio di dodici belle fanciulle appartenenti alle famiglie più povere della città; ognuna di esse veniva assegnata ad una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse sposare. Tuttavia, tale cerimonia diventò dispendiosa ed anche fonte di scompiglio sociale, tant’è che le ragazze vennero sostituite con delle grandi statue di legno, chiamate “Marione”. In seguito, i commercianti veneziani iniziarono a riprodurre queste statue di legno in forma ridotta per metterle in vendita durante la festa, denominandole “marionette”. 

Villeggiatura

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Questo termine usato come sinonimo di “vacanza”, si diffuse grazie all’abitudine dei nobili veneziani di trascorrere i periodi estivi nelle loro ville di campagna, nell’entroterra veneto. Tali ville sono tuttora presenti e rappresentano un importante patrimonio culturale italiano; le ville in Veneto sono 3807 e quelle costruite dal famoso architetto Andrea Palladio, le ville palladiane, sono state inserite nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.