Tra le calli del sestiere di Castello, non lontano dal complesso dell’Arsenale, è possibile imbattersi in una sola pietra di color rosso presente nella pavimentazione della città, una pietra che non bisogna assolutamente calpestare, se non si vuole essere colpiti dalle sciagure. Oggi scopriremo assieme la leggenda che circonda questa particolare pietra, leggenda risalente al XVII secolo.

Il “Sotoportego” de la Corte Nova, a Castello

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Nel sestiere di Castello, il quartiere meno turistico della città, vicino la Chiesa di San Lorenzo, si trova il sottoportico della Corte Nova, conosciuto anche come il “sottoportico della peste”. Posizionato tra Calle Zorzi e Calle della Corte Nova, il sottoportico ha anche la funzione di una cappella. Al suo interno, infatti, sono presenti due capitelli realizzati in marmo e pietra d’Istria. Un capitello riporta un dipinto che raffigura la Madonna seduta col bambino, l’altro, invece, una tela raffigurante la Madonna della Salute.

Tra i due capitelli sono posizionati, inoltre, quattro dipinti che riportano i momenti salienti della storia dell’epidemia di peste che colpì Venezia nel 1630, dall’inizio dell’epidemia alla sua sconfitta. Secondo la leggenda, la zona rimase immune dal contagio, poiché proprio passando per il sottoportico, la peste fu fermata da un’icona sacra della Vergine, al tempo posizionata al suo interno. Per ricordare l’avvenimento, tra le lastre della pavimentazione è posta una pietra rossa, nel punto esatto in cui la peste venne bloccata.

Da allora, tradizione vuole che sia meglio evitare questa pietra rossa “come la peste”. La pietra rossa del sottoportico della Corte Nova è una delle diverse scaramanzie veneziane, ma scopriamo meglio assieme nel dettaglio la leggenda legata a questa lastra.

La storia della pietra rossa del sottoportico della Corte Nova

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Camminando per le vie di Venezia, potrebbe capitare di imbattersi in particolari lastre sul selciato da cui bisogna stare assolutamente alla larga. Una di queste lastre è la pietra rossa del sottoportico della Corte Nova, o “sottoportico della peste”. La pietra in questione è realizzata in marmo rosso di Verona, e il colore non è assolutamente casuale, poiché al tempo il rosso simboleggiava la morte. Per evitare di essere colpiti dalle sciagure non bisogna assolutamente calpestare tale lastra.

Nel 1630 Venezia fu colpita da una terribile epidemia di peste nera, durante la quale morirono circa 150.000 persone, il 40% della popolazione del tempo. La peste non risparmiò nessuno, tranne i residenti della zona della Corte Nova. In questa parte della città la peste non entrò, e secondo la leggenda, fu tutto grazie al sottoportico posto tra Calle Zorzi e Calle della Corte Nova.

La leggenda narra che a una donna di nome Giovanna, residente in quella zona, apparve in sogno la Madonna che le disse di dipingere un quadro raffigurante la sua santa figura insieme con quella di San Rocco e San Sebastiano. Il dipinto, poi, sarebbe dovuto essere sistemato all’interno del sottoportico, così come indicato dalla Vergine. Giovanna eseguì alla lettera quanto la Madonna le aveva chiesto di fare collocando il dipinto proprio nel luogo prescelto dalla santa. Grazie alla santa immagine la peste venne bloccata, nel punto esatto dove oggi troviamo la pietra rossa, simbolo della sconfitta della peste.

Ovviamente, da quel momento in poi, tutti i cittadini veneziani che passano per quella zona evitano di calpestare questa pietra rossa temendo terribili sfortune e disgrazie.