Che Venezia sia una delle città più famose al mondo non è una grande rivelazione. Tutti conoscono, sognano e programmano una visita a Venezia almeno una volta nella vita. Tuttavia, molto meno noti sono i paesaggi incantevoli che si possono scovare appena si esce dalla città. La vera scoperta sta nel trovare le campagne dorate che si distendono a perdita d’occhio fino all’orizzonte, i pendii boschivi delle montagne, le spiagge glamour e le città scrigni di storia e cultura. Una di queste ultime è Padova. A solo mezz'ora di treno da Venezia, questa piccola città offre l'opportunità di trascorrere una piacevole giornata tra capolavori artistici, aperitivi rustici e atmosfere accademiche. Se si è in vacanza nel capoluogo Veneto, vale veramente la pena prendere il treno e dedicare una giornata ad un’escursione a Padova, per conoscere il territorio e le sue peculiarità

I Giardini dell’Arena

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Un angolo dei Giardini dell'Arena

La prima attività da svolgere, una volta in città, è una passeggiata ai Giardini dell'Arena, un perfetto esempio di parco cittadino. Quest’area è un rifugio verde proprio nel cuore dell’area metropolitana, dove si può respirare un po’ di aria fresca e staccare dalla frenesia della vita cittadina. Camminando lungo il percorso pedonale si potrà godere dell’atmosfera rilassante creata dalla studiata combinazione di piante, fiori, rocce ed acqua. I Giardini offrono anche la possibilità di fare uno spuntino nel chiosco che si erge sopra la collinetta del parco ed approfittando degli sdrai a disposizione per rilassarsi al sole, chiudendo gli occhi, per un attimo si avrà la sensazione di essere lontani dalla città di oltre 200 mila abitanti, ma bensì in un tranquillo paradiso naturale. Una volta riportato lo sguardo sulla realtà, è possibile scorgere le vestigia dell'antico Teatro dell'Arena, costruito dai romani intorno al 70 d.C. ed ascoltare, di sottofondo, lo sciabordio dell’acqua contro le barche che navigano il Bacchiglione, il fiume che scorre proprio accanto ai Giardini.

La Cappella degli Scrovegni

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L'interno della Cappella degli Scrovegni

Questi Giardini nascondono un vero gioiello della storia dell'arte, la Cappella degli Scrovegni con i capolavori di Giotto. Questa piccola cappella fu costruita in onore di Santa Maria della Carità per volere del suo proprietario, il mecenate Enrico degli Scrovegni. Il grande maestro Giotto, padre dell'arte rinascimentale italiana, affrescò tutte le pareti della cappella dal 1303 al 1305, con i cicli delle vite della Vergine Maria e di Cristo, il Giudizio Universale, il meraviglioso ciclo del Buon e Cattivo Governo e con il suggestivo cielo notturno sul soffitto. L’opera non è solo davvero suggestiva, ma sottolinea anche un passaggio importante nella storia dell’arte. Infatti, Giotto è riuscito a creare un senso di unità e di coesione tra tutti gli elementi della Cappella grazie all’uso preciso della prospettiva, metodo altamente innovativo per l’epoca. Ogni scena, quindi, segue uno schema basato su due punti prospettici, creando un generale senso di coesione ed unità. Le scene affrescate, inoltre, mostrano un’altra particolarità che le rende davvero realistiche ed innovative: tutti i personaggi rappresentati hanno sentimenti. Giotto ha caricato di espressività psicologica le figure, introducendo così, per la prima volta, nell’arte medievale, espressività e drammaticità. Se si è in visita a Padova, non si può perdere l’occasione di vedere con i propri occhi questo piccolo capolavoro d’innovazione.

Il Caffè Senza Porte ed il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea

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La facciata posteriore del Caffè Senza Porte

Arrivati nel pieno centro città, il vivace via vai dei suoi cittadini è contagioso. Ci sono biciclette che sfrecciano lungo le vie storiche, studenti universitari che si affrettano a raggiungere la facoltà per seguire la prossima lezione, personaggi dell’elegante borghesia padovana che entrano in palazzi signorili e gruppi di amici che si concedono una pausa ai tavoli dei numerosi bar che riempiono le vie. È il momento giusto per ammirare il celeberrimo Caffè senza porte. Il nome evoca i tempi in cui questo caffè letterario era sempre aperto, sia di giorno sia di notte, per permettere a chiunque di accedervi senza limitazioni. Questa insolita particolarità cessò, però, nel 1916, quando l’apertura notturna fu interrotta a causa della Grande Guerra. Le luci del Caffè, infatti, dovevano rimanere rigorosamente spente di sera, per salvaguardare la città dai bombardamenti austriaci. L’architettura dell’edificio è davvero interessante e fu riprogettata nella sua forma attuale nel corso del ‘800 dall'architetto Giuseppe Jappelli. Nelle guglie e nelle colonne del palazzo, si può ammirare come il raffinato stile neoclassico si fonda con il più audace gotico veneziano, dando vita a un luogo davvero eclettico. Qui, il ritmo delle sue facciate e la ricchezza monocromatica delle tappezzerie degli interni raccontano storie di tumulti e incontri intellettuali che hanno animato questo Caffè per decenni, soprattutto durante il Risorgimento, quando docenti e studenti dell’Università patavina si incontravano qui per organizzare i moti contro gli invasori austriaci. Se si è interessati a queste vicende, è possibile visitare il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, proprio a fianco del Piano Nobile dell’edificio. Un secolo e mezzo di storia nazionale e padovana sono raccolti in questo Museo, che racconta dei protagonisti locali e ripercorre gli eventi salienti dalla caduta della Repubblica Veneta nel 1797 al 1948, anno dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana. 

Il Palazzo del Bo

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Il Teatro anatomico del Palazzo del Bo

Proprio di fronte, il simbolo di un'istituzione di grande orgoglio per la città si distingue in mezzo agli altri sfarzosi edifici, è il Palazzo del Bo, sede storica dell'Università di Padova dal 1493. Eppure, la storia di questa università risale a quasi 300 anni prima, all’anno della sua fondazione nel 1222, risultando così la seconda università più antica d’Italia. Il suo intramontabile prestigio è dovuto sia al contributo di grandi studenti e professori del passato che l’hanno frequentata, tra cui spiccano i nomi di Galileo e di Copernico; ma anche dalle attuali generazioni di giovani accademici. Infatti, ancora oggi come un tempo, molti studenti da tutto il mondo si recano a Padova per assaporare un’esperienza di vita universitaria. Il Palazzo del Bo è aperto al pubblico ed offre lezioni, conferenze e la possibilità di visitare i vecchi spazi dedicati allo studio, come il più antico teatro anatomico del mondo, che accoglie gli entranti con la scritta "Mors ubi gaudet succurrere Vitae", la frase latina per "Questo è il luogo in cui la morte si rallegra nell’aiutare la vita". È davvero facile, tra le mura di questa sede universitaria, cogliere la magia dei solenni ambienti academici.

Via Roma

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Via Roma

Dopo questo bagno di cultura, è il momento di dedicarsi ad attività più leggere, come, per esempio, passeggiare per via Roma. Questa via dello shopping, che sfocia in Via Umberto I, senza modificare il suo carattere mondano, si percorrerà zigzagando a destra ed a sinistra, poiché le colorate vetrine dei negozi e il profumo di deliziose pietanze attireranno l’attenzione ad ogni passo. I clienti ai tavolini dei bar simmetricamente disposti sul ciottolato romano, i passanti che gustano un gelato, sostando sotto il portico ornamentale della Chiesa di Santa Maria dei Servi, e il via vai di gente che percorre la via su cui si affacciano gli eleganti edifici signorili, creano l'atmosfera perfetta per un pranzo a base di qualsiasi cucina, dalla più tradizionale a quelle etniche, infatti, via Roma sa soddisfare qualsiasi palato.

Il Prato della Valle

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Uno scorcio di Prato della Valle

Al termine della passeggiata, ecco un’altra sorpresa apparire dietro l’angolo, si tratta di una delle piazze più grandi d'Europa, Prato della Valle. Con i suoi 90.000 metri quadrati, il così detto Prato è un’isola verde di forma ellittica, circoscritta da un piccolo canale artificiale, delimitato da due anelli di 78 statue scolpite nel marmo di Vicenza. Le statue raffigurano eminenti protagonisti delle più gloriose vicende storico – culturali di Padova, che, dall’alto dei loro piedistalli, vigilano sulla piazza circostante, ornata anche da una grande fontana centrale. L’isola si chiama Memmia in onore del politico Andrea Memmo promotore del restauro dell’intera area nel 1775. Oggi, il cosiddetto Prato è un luogo brioso, che esercita, per i patavini, più la funzione di parco che di piazza cittadina. Infatti, appena il sole fa capolino dopo l’inverno ed inizia a scaldare la terra, qui si possono incontrare i giovani studenti universitari intenti a prendere il sole, studiare, suonare musica con gli amici o rilassarsi all’ombra degli alberi dell'isola. Ciò nonostante, il Prato detiene ancora il suo tradizionale ruolo di sede commerciale e di svago, ospitando concerti, festival, spettacoli e trasformandosi in un mercato all'aperto tutti i sabati.

La Basilica di Sant Antonio da Padova

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Vista della Basilica di Sant Antonio da Padova da Prato della Valle

Da Prato della Valle si scorgono le cupole di un altro capolavoro architettonico di Padova, la Basilica di Sant'Antonio da Padova, o in gergo, “Il Santo”. Questo luogo di culto è rinomato tra i pellegrini, che confluiscono da tutto il mondo per rendere omaggio al Santo, i cui resti sono custoditi in un reliquiario d'oro in una delle cappelle della chiesa. Spinti da interessi spirituali o da interessi artistici e culturali, se si visita Padova si deve dare un’occhiata a questa chiesa. La sua costruzione iniziò immediatamente dopo la morte del suo Santo, nel 1232. L’edificio è imponente e mostra una mescolanza di diversi stili ed influenze artistiche. La struttura portante richiama le forme della basilica romanica di San Francesco ad Assisi, le grandi cupole sono state create ispirandosi alla cattedrale di San Marco di Venezia, mentre le piccole campane evocano minareti turchi. Il risultato è un è un’elegante combinazione di elementi romanici e bizantini, con anche alcuni più recenti dettagli gotici. Infine, sia all'esterno che all'interno della Chiesa, sono presenti molte opere d’arte di valore, come, per esempio, alcuni lavori trecenteschi di Donatello.

Le Piazze

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Per concludere al meglio la giornata padovana, l'ultima tappa è nel cuore pulsante della città: le tre piazze centrali, Piazza della Frutta, Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori. Queste ultime si trovano ai due lati del Palazzo della Ragione, il palazzo di giustizia medievale di Padova, innalzato nel 1218. L’edificio è interessante per la forma del suo tetto a carena di nave rovesciata e per il piano superiore, chiamato il Salone, che è ritenuto essere la più grande sala sospesa medievale del mondo. Sotto il Salone le due gallerie parallele, brulicanti di piccole botteghe artigianali, si fondono con le piazze piene di bancarelle, dimostrando, quindi, di essere ancora oggi, come in passato, il tradizionale luogo del mercato cittadino. Come suggeriscono i nomi delle piazze, sulle varie bancarelle che costellano la zona si possono trovare frutta e verdura, ma anche carne, pesce e specialità locali ed ancora capi d’abbigliamento, gioielli ed accessori.
Accanto, è ubicata la terza piazza, Piazza dei Signori. Contrariamente alle altre due piazze con scopi più commerciali, Piazza dei Signori, in passato, era una location rappresentativa, circondata da eleganti palazzi e dalla suggestiva Torre dell'orologio medievale con il suo orologio astronomico in stile gotico. Ancora oggi, il carattere raffinato della piazza permane grazie ai suoi locali e alle sue architetture. Questo è il luogo perfetto per gustare il drink figlio proprio di questa città, lo Spritz, servito con un'oliva verde direttamente nel calice e alcuni stuzzichini di contorno.

Così, la giornata padovana volge al termine. Ammirando il sole che scomparendo dietro la torre si lascia alle spalle il cielo rosa del tramonto, mentre si sorseggia beatamente il drink e si è ipnotizzati dal chiacchierio della città, Padova, così modesta e così semplice, ha già lasciato il segno.