La Chiesa di Santa Maria del Giglio è uno dei gioielli più preziosi del Barocco veneziano. Una chiesa, quindi un edificio che fa pensare immediatamente alla consacrazione della fede cattolica, un omaggio alla figura iconoclastica della Madonna, un tripudio di santi e angeli Ma per Santa Maria del Giglio non è così, poiché questa Chiesa è l'esaltazione di una famiglia, i Barbaro, e del suo esponente più celebre, quell'Antonio nobile veneziano che tanto si era speso per la Serenissima Repubblica. In effetti a vederla bene più che un luogo di culto potrebbe sembrare un luogo laico, dove ai miracoli si sono preferite le gesta di un uomo che col divino aveva davvero poco con cui spartire.

Addirittura John Ruskin, che Venezia e le sue pietre le conosceva molto bene (scrittore e critico d'arte, autore de "Le pietre di Venezia" n.d.r.) ebbe da ridire su questa scelta pronunciando parole dure e forti a riguardo: "Manifestazione di insolente ateismo essendo queste dedicate esclusivamente alla celebrazione di due famiglie e non a Dio", la più alta "celebrazione personalistica" dell'architettura barocca veneziana.

Come dargli torto? Caro Antonio Barbaro, se proprio volevi che l'apoteosi della tua grandezza diventasse marmo perchè non realizzare un palazzo invece che una chiesa?

Ma vediamo più da vicino questa splendida costruzione.

L'edificio originario risale al X secolo. Di quell'impianto però è rimasto davvero poco, andato in fumo sotto le fiamme di due devastanti incendi. La chiesa fu poi ricostruita due volte, nel 966 e nel 1105. Quest'ultimo progetto fu finanziato dalla famiglia Giubenico, meglio nota col termine dialettale di Zobenigo. Ma l’edificio ed in particolar modo la facciata che oggi possiamo ammirare dall’omonimo Campo è opera di un rifacimento barocco del 1680, voluto da Antonio Barbaro e commissionato all'architetto Giuseppe Sardi che realizzò una quinta teatrale imponente e sontuosa, ricca ed opulenta in dettagli e particolari, decori e sculture, come le regole del barocco imponevano.

Davvero di notevoli dimensioni, la facciata si presenta in 3 ordini ben distinti e digradanti, che salgono fino a chiudersi con il timpano arcuato centrale posto come elemento sommitale. Il portone centrale che invita all'ingresso si impone come una rottura cromatica sul bianco candido della pietra che domina inesorabile. I primi 2 ordini sono molto simili tra loro: coppie di colonne binate, ioniche sotto e corinzie sopra, inquadrano, come una cornice il suo quadro, delle nicchie arcuate e decorate con splendide sculture a bassorilievo. In queste trovano posto delle statue sistemate su alti piedistalli. Santi? Apostoli? No! Gli esponenti della famiglia Barbaro. Al secondo ordine poi, nella fascia centrale sopra il portone, è la statua regale ed imponente di Antonio, trionfante e spavaldo sopra il suo sarcofago: come a dire che un terreno ha sfidato e trionfato sulla morte. Un esempio di egocentrismo ed esibizionismo senza pari! Questa scultura fu attribuita al fiammingo Just Le Court.



Ma l'esaltazione di Antonio non si fermò qui: il basamento della Chiesa, infatti, è arricchito con dei bassorilievi riportanti le 6 mappe delle località dove il nobile svolse alcuni servigi per la Serenissima: Candia, Corfù, Padova, Roma, Spalato e Zara. In nome della sobrietà insomma ...

L'interno è sicuramente più misurato: un'unica navata arricchita con 14 quadri raffiguranti la Via Crucis, dove su ogni lato trovano posto 3 cappelle. Tutte splendide ma in particolare la terza di destra ospita la Visitazione di Jacopo Palma il Giovane. Di grande interesse è sicuramente la zona absidale dell'altare maggiore impreziosita da 4 tele del Tintoretto raffiguranti i 4 Evangelisti.

Ma a destare grande meraviglia è sicuramente la Capella Molin, a cui si accede grazie ad un corridoio del lato destro della navata: è qui che si conserva l'unico dipinto del fiammingo Pieter Paul Rubens, la Madonna col Bambino e San Giovannino.



L'edificio originariamente era "accessoriato" anche con un alto campanile, staccato ed isolato dal corpo della Chiesa. Fu però demolito alla fine del Settecento perchè considerato pericolante. Ma non è scomparso del tutto, poichè il suo basamento oggi è utilizzato per ospitare una piccola e deliziosa bottega. Ma per capire come fosse questa torre campanaria possiamo affidarci ai dipinti del Canaletto e di Francesco Guardi, che hanno immortalato nello loro tele questo scorcio magnifico di Venezia. 



Una camera con vista

Molto spesso a Venezia la possibilità di ammirare composizioni architettoniche ci è impedita dalla singolare struttura della città, che non regala punti di vista necessariamente distanti per una visione ad ampio raggio delle sue bellezze: le calli che si rincorrono per la città e si alternano a rii e canali, sono strette e ci obbligano a visuali dal basso verso l'alto, non certo a distanza. Ma per la Chiesa di Santa Maria del Giglio c'è la possibilità di poter ammirare la facciata da molto vicino, per cogliere tutti i dettagli di elementi e decorazioni, ogni scultura, e per tutta l'intera altezza. Come? Semplicemente soggiornando al delizioso Hotel Bel Sito: posto proprio di fronte la Chiesa, ad una distanza ampia quanto una calle, offre camere con viste mozzafiato che regalano ampie visuali che dai decori della facciata del Giglio arrivano fino alle acque del Canal Grande. Queste si che possono definirsi camere con vista!

Immaginate di aprire la finestra della vostra camera di soggiorno sul secondo ordine della facciata della Chiesa e guardare dritto negli occhi di marmo di Antonio Barbaro. Incredibile no? 


L'albergo nasce nel 1920 per volontà di Gino Serfini, accogliendo in questo lungo secolo di vita visitatori e viaggiatori da tutto il mondo. Negli Sessanta e Settanta il suo caffè divenne luogo di incontri di intellettuali ed artisti che trascorrevano tutta la notte a ragionar di arte e filosofia. Presenza fissa era il pittore e poeta Virgilio Guidi, che radunava attorno a se giovanissimi De Chirico e Vedova.

Nel tempo l'Hotel ha conservato questa passione e propensione per l'arte, a cui ha saputo magistralmente unire l'arte del ricevere: professionalità e cortesia sono qualità distintive per questo luogo e per il suo staff, sempre educato, disponibile ed attento alle richieste dei clienti.

Arredato secondo uno squisito gusto settecentesco, elegante e prezioso, arricchito anche da soffitti lignei a capriate originali d'epoca: un tuffo nella Serenissima dei tempi d'oro, dei Dogi e delle affascinanti dame in crinolina. Un delizioso e silenzioso giardino interno vi consentirà di isolarvi per momenti di relax e tranquillità, tra letture e chiacchierate intime, mentre il caffè sul Campo vi farà vivere la dinamicità della quotidianità veneziana.



L'hotel offre svariati servizi, tutti importanti per offrire un soggiorno comodo e indimenticabile. Come la posizione assolutamente invidiabile: a pochissimi passi dal Canal Grande, la struttura è facile da raggiungere grazie alla fermata del vaporetto Giglio, e senza dover percorrere nessun ponte con le valigie! E nello stesso punto vi è anche uno stazionamento di gondole, per itinerari a pelo d'acqua. Una porta d'acqua sul Rio dell'Alboro vi permetterà invece pratici spostamenti con taxi privati, per spostarvi da e per l'hotel a vostro piacimento e in tutta comodità. In ogni angolo dell'hotel potrete usufruire della connessione Wi-Fi gratuita che vi consentirà di rimanere sempre connessi con mondo. Lo staff della reception esaudirà ogni vostro desiderio: potrete acquistare in struttura i biglietti per i vostri spostamenti, prenotare giri in gondola o taxi privati, tickets per concerti e musei, o avere consigli e indicazioni per scoprire luoghi ed attrazioni della città, anche i più nascosti ed insoliti.

Se siete accompagnati da un amico a 4 zampe, sappiate che all'Hotel Bel Sito è il benvenuto: la vostra camera sarà attrezzata con ciotole e giaciglio igienizzato quotidianamente, per un comodo soggiorno anche gli ospiti pelosi.

Per gli ospiti del Bel Sito però c'è anche un incredibile plus aggiuntivo, ossia la possibilità di frequentare il salotto culturale del vicino Palazzo Marin.



Palazzo Marin: un salotto culturale nel cuore di Venezia

“Ha la forma di un palazzo, ma il cuore di una casa. Parla attraverso l'arte, raccontando la storia di una città e delle genti che l'hanno vissuta. Offre l'opportunità, concedendosene a sua volta: essere il simbolo di un'eleganza ritrovata, ricercata e unica come quella di una gemma custodita con rispetto al mondo.”

Il Palazzo Marin è una nobile costruzione del Cinquecento veneziano. La sua storia è piuttosto nebulosa ma pare certo che sorse per volontà di Carlo Antonio Marin. La struttura prese vita e vitalità però grazie alla moglie di Marin, la Contessa Isabella Teotochi di Corfù: figura femminile affascinante e dotata di incredibile bellezza, era colta e letterata, e per questo ci circondò sempre di personaggi di grande spessore culturale tra cui Antonio Canova, Ugo Foscolo che l'amò alla follia, e Vivian Denon che creò il Louvre.

Il Palazzo fu poi arricchito due secoli più tardi con meravigliosi affreschi che si ispirarono alle opere del Tiepolo, come La fuga di Elena di Troia, Teseo e Arianna del piano nobile, con 4 medaglioni angolari raffiguranti Apollo e le Muse.

Sullo stesso piano è la grande sala che affaccia sul Rio della Fenice, da cui si gode di una splendida vista sulla porta d'acqua del celebre teatro: qui la sala è impreziosita dall'affresco La virtù incorona il merito.

In epoca moderna il palazzo fu poi rilevato da Gino Serfin, già padron dell'Hotel Bel Sito, che, con grande lungimiranza, decise di ampliare l'offerta di salotto culturale che aveva il suo albergo, con il restauro e la riapertura al pubblico di questo piccolo gioiello.

Oggi Palazzo Marin è luogo di incontri e scambi culturali, ma anche ambiente accogliente e raffinato per eventi pubblici e privati, tra arte, musica e piacere di condividere un momento gradevole. Offre infatti la possibilità di incontri di arte e musica, concerti classici e jazz, eventi e presentazioni, ma anche festeggiamenti di momenti importanti della vita privata, per renderli davvero indimenticabili.





Hotel Bel Sito è in Campiello Santa Maria Zobenigo, San Marco, 2517 

Tel. +39.041.5223365 | Fax +39.041.5204083

E-mail info@hotelbelsitovenezia.it

Palazzo Marin è in San Marco 2541 

Tel +39 041 2410035

Email info@palazzomarin.it