L’avanguardia Veneziana

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La città di Venezia si è dimostrata nel corso dei secoli all’avanguardia dal punto di vista medico, allestendo per prima su scala nazionale un lazzaretto, ossia un luogo di isolamento nel quale venivano tenuti in quarantena i malati contagiosi. Nel corso del XV secolo, in due luoghi diversi della Laguna veneziana furono istituiti due edifici per la prevenzione e la cura delle malattie: si tratta delle isole del Lazzaretto Vecchio e del Lazzaretto Nuovo. Istituiti in due momenti diversi, avevano il preciso compito di ospitare i malati e di controllare se i visitatori fossero infetti prima di varcare le porte della Serenissima, così da preservare la salute dei cittadini.

Il Lazzaretto Vecchio: le origini del primo lazzaretto in Italia

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Lazzaretto Vecchio è un’isola appartenente alla Laguna centrale di Venezia e si trova a pochissimi metri di distanza dalla riva interna del Lido, precisamente da Via Riva del Corinto da cui è possibile scorgere le spalle della struttura storica presente sulla piccola isola, ed è da qui che partono i traghetti per la visita della stessa. Dal nome dell’isola, chiamata Santa Maria di Nazareth, derivò il termine di Nazaretum e successivamente Lazzaretto, chiaro riferimento anche alla vicina isola dedicata a San Lazzaro, luogo del monastero degli Armeni. Istituita nel 1423 su scelta del Senato della Serenissima per ospitare un ospedale destinato alla cura e all’isolamento dei malati di peste, prende definitivamente il nome di Lazzaretto Vecchio dopo l’edificazione a partire dal 1468 di ciò che sarà poi il Lazzaretto Nuovo. In quest’area, recenti scavi hanno mostrato la presenza di fosse comuni con migliaia di sepolture risalenti al XVI-XVII secolo. Intorno alla metà del 1800, l’edificio fu utilizzato come magazzino militare, abbattendo di conseguenza la chiesa e il campanile romanico e, dopo tale funzione, intorno al 1970 l’isola e la struttura soprastante è stata usata addirittura come canile municipale. Dopo anni di svalorizzazione di un luogo di così grande importanza storica e monumentale, nel nuovo millennio il Ministero ai Lavori Pubblici e il Ministero dei Beni Culturali hanno adottato considerevoli interventi all’isola, con l’intento di far diventare la stessa sede del Museo Archeologico Nazionale della Laguna di Venezia. Nel 2013, dopo un periodo di pausa e di paura che l’isola sprofondasse nuovamente nell’abbandono e nel degrado, la Soprintendenza Archeologica del Veneto ha riattivato lavori di manutenzione e, collaborando con tante altre associazioni, ha permesso a migliaia di persone di visitare l’isola, donandole una vita nuova.

Il Lazzaretto Nuovo: l’intelligenza della Serenissima

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Situata a nord-est di Venezia e all’inizio del canale di Sant’Erasmo, Lazzaretto Nuovo presenta una superficie maggiore di Lazzaretto Vecchio e il ritrovamento di reperti archeologici vi testimoniano la presenza umana già dall’Età del Bronzo. Prima di assumere la riconosciuta denominazione di Lazzaretto Nuovo nel 1468 dopo l’istituzione di un lazzaretto avente il compito di prevenire i contagi, l’isola veniva chiamata “Vigna Murada”: il nome veniva citato nel più antico documento scritto relativo all’isola, un atto notarile risalente al 1015. L’isola quindi divenne fermata obbligatoria nella quale le navi provenienti dal Mediterraneo e da mari lontani avevano l’obbligo di fermarsi per dei controlli sanitari: vennero costruiti numerosi edifici per rendere efficiente la struttura, tra cui il Tezon Grande, lungo più di 100 metri nonché il più grande edificio pubblico di Venezia dopo le Corderie dell’Arsenale. Se la visita diagnosticava una malattia contagiosa, i malati venivano trasferiti presso l'ospedale di Lazzaretto Vecchio. Esattamente come quest’ultimo, tra il 1700 e il 1800 l’isola fu utilizzata per scopi militari, entrando a far parte del sistema difensivo lagunare data la sua posizione strategica che le permetteva di controllare l’ingresso in Laguna: le arcate dell’edificio cinquecentesco furono chiuse e rinforzate, esattamente come la cinta muraria che lo circonda. A seguito della dismissione dell’isola da parte dell’esercito nel 1975, Lazzaretto Nuovo ha conosciuto un’azione di restauro e recupero immediata e decisa: grazie all’intervento di associazioni di volontariato, enti e istituzioni, l’isola è entrata a far parte del Circuito Museale cittadino, avente anche una fermata ACTV su richiesta della linea 13 che parte da Fondamente Nove e arriva a Treporti, passando per Sant’Erasmo.


Una tappa storico-antropologica a pochi metri dal Lido

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Seppur in momenti diversi, entrambe le isole destinate alla cura e al controllo delle malattie e successivamente utilizzate dalle autorità militari, sono state ravvivate grazie ad un intervento da parte delle istituzioni. Oggi, grazie a delle aperture straordinarie domenicali, l’isola di Lazzaretto Vecchio è visitabile sia all’interno che all’esterno: durante la scoperta del luogo, sarai accompagnato da una guida che ti mostrerà l’ospedale e le gallerie comprensive di testimonianze pittoriche sulle pareti, le abitazioni dei responsabili dell’edificio, le celle dei ricoverati e i due giardini. Mediamente la visita dura un’ora e all’ingresso è previsto un contributo libero che sostiene le attività di recupero e mantenimento. Nel 2015 l’isola ha contribuito, insieme al Lazzaretto Nuovo, alla 56° Biennale d’Arte di Venezia su richiesta dell’artista e unico espositore olandese Herman de Vries e, dal 2017, l’isola fa parte del Polo Museale del Veneto. Con migliaia di visitatori all’anno, Lazzaretto Vecchio dimostra di essere un luogo suggestivo e affascinante nonché meritevole di essere visitato. Insieme al Lazzaretto Nuovo, sarà una tappa storico-antropologica del futuro Museo Nazionale di Archeologia della Laguna e della Città di Venezia.

La valorizzazione di un luogo che unisce storia e natura

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Lazzaretto Nuovo ha ricevuto interventi di restauro e ripresa anni prima rispetto al Lazzaretto Vecchio, e questo lo porta ad essere una meta turistica di maggiore spessore: accoglie annualmente circa quindicimila visitatori nazionali e internazionali. Da Aprile ad Ottobre il Lazzaretto Nuovo è visitabile unicamente il Sabato e la Domenica con due visite guidate al giorno, ma l’isola è anche sede di incontri, mostre ed eventi che valorizzano la cultura e le tradizioni lagunari. La visita dura due ore circa e comprende un percorso storico-archeologico interno alla cinta muraria e al Tezon Grande, nonché una passeggiata naturalistica esterna. Esattamente come sull’isola del Lazzaretto Vecchio, anche qui è previsto un contributo libero che sostiene le attività di recupero e mantenimento. La visita parte dall’interno delle mura: dopo aver attraversato un percorso caratterizzato dalla presenza di gelsi secolari, varcherai le mura del Tezon Grande che conserva al suo interno graffiti e testimonianze pittoriche datati tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, che documentano le attività sanitarie che vi si svolgevano. L’edificio ospita sezioni espositive sia temporanee che permanenti, relative a oggettistica sanitaria, alla pesca e alla navigazione. Uscendo all’esterno si potrà visitare la zona degli scavi, nella quale si trovano due pozzi veneziani ancora funzionanti, e salire sulla cinta muraria. La seconda fase del tour prevede una passeggiata di circa 1 km chiamata “sentiero delle barene”, ossia una visita esterna alle mura del lazzaretto che ti permetteranno di immergerti completamente nella natura lagunare. Dal 1987 vengono organizzati campi archeologici estivi, che comprendono attività didattiche laboratoriali e di ricerca, che hanno permesso all’area non solo di essere curata dal Ministero dei Beni Culturali, ma anche di essere inserita in itinerari storico-naturalistici ed educativi del Comune di Venezia.