È possibile raccontare un secolo come il ‘900 in un museo? A Mestre questa è una realtà grazie all’esposizione permanente di M9, Museo del Novecento. Un luogo che affascina dentro e fuori, un'esperienza multimediale alla portata di grandi e piccini che consente di fare un viaggio in quello che lo storico inglese Eric Hobsbawm definì secolo breve.

Vale dunque la pena lasciare calli e campielli veneziani per mezza giornata e vivere questa vera e propria avventura nel tempo. 

Una smart city tra antico e moderno

M9 è un museo dedicato alla storia del ‘900 italiano che stupisce fin da quando si arriva nei suoi pressi. Quest’area infatti ha molto da raccontare e lo si capisce dagli stili architettonici diversi, ma in perfetta armonia, che accolgono i visitatori.

Entrando dai portici di via Poerio, appena dietro Piazza Ferretto, ci troviamo in un chiostro, oggi restaurato e riportato in vita grazie alle attività commerciali che vi sorgono. Alcune componenti architettoniche contemporanee non sminuiscono ciò che rimane del Convento delle Grazie, risalente al XVI secolo e che nel tempo ha subito più trasformazioni non solo strutturali, ma anche di utilizzo. In stato di abbandono da anni, l’area dell’antico edificio è stata dunque prescelta per dare anche a Mestre un museo e nel contempo recuperare una zona centrale della città.

Per la parte di edificio che si affaccia su via Poerio, nel cuore di Mestre, si è optato per un restauro conservativo, nella parte interna invece il chiostro ha subito un’aggiunta strutturale. Una copertura ora lo rende uno spazio percorribile in ogni condizione atmosferica e dunque un luogo di sosta per i visitatori o di incontro per chi si trova lì di passaggio.

Dove sorge il museo si è optato per la creazione di un edificio completamente nuovo, capace di stupire per la sua forma e la policromia delle mattonelle in ceramica che rivestono completamente la struttura: un gioco cromatico che catalizza l'attenzione, senza dubbio. Qualcosa di originale, inusuale per la città di Mestre e capace in questo contesto di creare esteticamente uno stacco totale con tutto ciò che si trova attorno, ma che con questo intorno si amalgama e dialoga con armonia.

Era il 2010 quando la Fondazione di Venezia lancia un concorso internazionale per la progettazione di M9. A vincerlo è  lo studio tedesco Sauerbruch Hutton con la proposta di un progetto di rigenerazione urbana che prevedeva un sistema di architetture nuove e restaurate che si integrassero perfettamente nella città.

M9 oggi è una vera e propria smart city grazie alle scelte green per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale, così come l’impiego diffuso delle nuove tecnologie per offrire servizi innovativi ai cittadini e a quanti si trovano a Mestre anche solo di passaggio.

Interessante la scelta ecosostenibile di impiegare materie prime a basso impatto ambientale, l’installazione di 276 pannelli fotovoltaici e un campo geotermico con 63 sonde che a 110 metri di profondità sono in grado di produrre il 100% del riscaldamento in tutto il distretto.

Perché dunque un museo del ‘900 italiano?

Per raccontare una storia che è patrimonio di tutti e che si è sviluppata nel tempo grazie ad una serie di piccole e grandi trasformazioni avvenute nella vita quotidiana, in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Si è deciso di ripercorrere, grazie agli strumenti offerti dalla tecnologia più moderna, i momenti importanti che hanno segnato e cambiato l’Italia e gli italiani dal punto di vista delle abitudini sociali, ma anche delle trasformazioni culturali, politiche ed economiche.

Nel museo M9 vedrete pochi oggetti reali, ma tanta multimedialità ed esperienze virtuali. Le immagini diventano protagoniste di questo spazio espositivo dove tutti i sensi sono chiamati a partecipare.


Un viaggio esperenziale nella storia

Cento anni da scoprire in due piani e tante esperienze per vivere o rivivere momenti ed emozioni che ci appartengono. Non importa essere adulti, anziani o bambini. M9 parla a ciascuno in modo diverso permettendo ad ognuno di recepire messaggi adeguati alla propria età.

Il museo si suddivide in otto sezioni, tutte da vivere da protagonisti. Una cosa importante: vietato non toccare!

  1. Come eravamo come siamo. La prima sezione del museo è di grande impatto: il visitatore viene accolto da schermi curvi e immagini di foto di gruppo in lento movimento. Già questo fa immergere subito in un'esperienza unica e sorprendente. Qui possiamo capire in modo semplice e diretto i cambiamenti demografici, antropometrici e sociali della popolazione italiana in un periodo che va dalla fase successiva all’Unità d’Italia a oggi. Un vero e proprio viaggio attraverso il tempo per capire chi eravamo, attraverso i diversi mutamenti che si sono susseguiti. Quanto eravamo alti nei primi anni del ‘900? Come ci si vestiva negli anni ‘30? Una serie di esperienze multimediali sono in grado di raccontarci molto.
  2. The Italian way of life. In questa sezione si possono vedere come sono cambiati durante il Novecento i modelli di consumo, i riti sociali, ma anche la cura personale e gli ambienti domestici. La casa è protagonista di questa sezione dove tra le esperienze più interessanti c’è la possibilità, grazie alla realtà virtuale, di aggirarsi in una cucina del passato. Un’attenzione particolare non poteva mancare al design made in Italy omaggiato grazie all’installazione la casa dei sogni. Non solo. In questa sezione è possibile ricostruire anche l’evoluzione del modo di vestire degli italiani. Da un guardaroba essenziale realizzato in casa ai grandi marchi dell’alta moda famosa in tutto il mondo e orgoglio per tutto il paese. 
  3. La corsa al progresso. Un racconto fondamentale per capire come siamo arrivati fin qui nel campo della tecnologia grazie alle scoperte avvenute negli ultimi cento anni. Un omaggio doveroso al genio italiano e dunque agli scienziati e innovatori che hanno contribuito allo sviluppo tecnologico italiano e mondiale. Una parte è dedicata ai mezzi di trasporto (biciclette, treni, motociclette aerei e auto) che hanno ridotto i tempi di spostamento. Una vera e propria rivoluzione nei trasporti che ha accorciato le distanze geografiche. Preparatevi a stupirvi nel vedere all'interno di una piramide di vetro le riproduzioni in forma di ologramma di icone italiane come la Vespa e la Fiat 500. 
  4. Soldi Soldi Soldi. Il Novecento è un secolo in cui beni e servizi di cui gode l’italiano medio sono cresciuti di oltre otto volte. Cresce il reddito medio, nasce il consumo di massa e mutano anche le tipologie di lavoratori. Da paese dedito prevalentemente all’agricoltura, l’Italia di metà anni ‘50 si lega alla produzione industriale che va di pari passo con la crescita dei servizi fino agli anni ‘70. Poi la cosiddetta terza rivoluzione industriale che vedrà la nascita delle Piccole e Medie Imprese e l’espansione dei servizi che nel 2011 occuperanno ormai il 70% dei lavoratori. 
  5. Guardiamoci intorno. Le trasformazioni economiche e sociali del Novecento non hanno solo modificato le abitudini di noi italiani, ma anche trasformato gli spazi in cui viviamo e il paesaggio attorno a noi. Un processo di trasformazione che ha visto durante il secolo scorso crescere da 10 a 42 le città che superano i 100 mila abitanti. Una sezione che non descrive solo dati ma racconta come si sono succedute le modifiche del territorio dal punto di vista dell’espansione urbana e in ragione delle nuove abitudini e funzioni sociali, dell’evoluzione della mobilità e dello sviluppo economico. Un percorso interessante aiutato dalla multimedialità per capire e approfondire in modo esperenziale una tematica così complessa. 
  6. Res-Publica. L’Italia nel ‘900 ha visto protagonista la piazza, spazio pubblico e nel contempo metafora dell’appartenenza ad una comunità di abitanti. Un secolo che ha vissuto il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica attraverso la dittatura e la guerra e ancora gli scioperi, le manifestazioni e i cortei. Lo spazio comune della piazza dunque diventa protagonista nel Novecento per la condivisione di momenti di storia e di vita. In questa sezione è d’obbligo entrare nell’arena politica, un’installazione dove il visitatore in modo virtuale, ma assolutamente emozionante, si trova in mezzo alla folla per ascoltare le parole di tre personaggi che hanno segnato la storia politica del Novecento e che qui in forma di ologramma si avvicendano a parlare da un balcone. 
  7. Fare gli italiani. In un’Italia ricca di dialetti l’apprendimento della lingua nazionale e la scolarizzazione di massa hanno accompagnato una buona fetta del secolo scorso. Si pensi che al momento dell’Unità d’Italia, nel 1861, solo 4 italiani su 100 parlavano regolarmente l’italiano e che nel 1951 ancora 6 su 10 si esprimono solo in dialetto. Un viaggio interessante tra le sfumature dialettali, mai morte del tutto e l’esigenza di una lingua comune che gli permettesse di comprendersi reciprocamente.
  8. Per farci riconoscere. Cosa crea unione, cosa porta gli italiani a sentirsi membri di una sola comunità nazionale? Una sezione spassosa tra luoghi comuni, stereotipi, abitudini, vezzi, modi di dire e di fare. Non solo, anche la cultura popolare ha fatto da collante tra gli italiani, basti pensare alla diffusione della televisione o delle manifestazioni sportive. Per concludere il viaggio nel tempo segnaliamo in particolare l’area tematica “Alto e basso”. Qui si parla di cinema, televisione, sport, giornali. Non manca la musica per la quale è stata pensata forse l’installazione più divertente di tutto il museo. Una vera e propria discoteca fatta di specchi e mirror ball con tanto di juke box per ripercorrere i diversi generi musicali che hanno accompagnato la storia del Novecento. 


Il museo del Novecento italiano M9 da quando è stato aperto nel dicembre 2018 non ha avuto vita facile.

Molte però sono le iniziative per il suo rilancio in questo periodo come le attività collaterali organizzate al suo interno. Il terzo piano ad esempio è stato creato appositamente per ospitare mostre temporanee. L’ultima attualmente in corso è Lunar City, un percorso appassionante nella storia dei viaggi nello spazio tra passato e futuro. Nel calendario di M9 ci sono spesso anche incontri importanti con personalità della cultura e della scienza ospitati nell’ auditorium da 200 posti, inglobato nella struttura. Un potenziale enorme non ancora compreso del tutto. Un museo multimediale in Italia infatti non è ancora una realtà conosciuta e sufficientemente apprezzata come invece accade ormai all’estero. Una nuova sfida dunque che magari verrà raccontata tra un secolo proprio in un questo museo che ospiterà dunque la storia italiana degli ultimi 200 anni!

M9 è in Via Giovanni Pascoli 11 , Mestre.