Giorno 9, si avvicina il giorno delle premiazioni della Mostra del Cinema di Venezia 2020 e ad aprirlo il film di un regista italiano poco noto al grande pubblico. Un'altra vicenda forte e commovente, come molte altre di questo Festival, la racconta Uberto Pasolini nella Sezione Orizzonti, la stessa in cui vinse nel 2013 il premio alla regia per Still Life. Il suo nuovo lavoro si chiama Nowhere Special e racconta la malattia terminale di un giovane uomo senza famiglia ma con un figlio di 4 anni che vuole affidare a una nuova coppia di genitori. Produttore di Full Monty, parente alla lontana di Pier Paolo Pasolini e nipote di Luchino Visconti, Uberto si è ispirato a una storia vera, interpretata sullo schermo da James Norton. Così come Still Life, anche Nowhere Special è ispirato ad un fatto realmente accaduto. Una storia cruda raccontata attraverso immagini semplici prive di qualsiasi virtuosismo, una scrittura poetica, precisa e sottile che conferma la bravura di Pasolini nel descrivere la realtà talvolta brutale restando accessibile a tutti ma senza cadere in facili sentimentalismi. “La morte è una scusa per parlare della vita”.


Nuevo Orden è il primo film in concorso della giornata, diretto dal messicano Michel Franco (vincitore del premio Un Certai Regard a Cannes 2012), è un’opera che non lascia indifferenti. In questo affascinante dramma distopico ricco di suspense, uno sfarzoso matrimonio dell’alta società viene mandato a monte da una rivolta inaspettata, scaturita dal confitto sociale che dà il via a un violento colpo di stato. Attraverso gli occhi della solidale giovane sposa e dei domestici che lavorano per e contro la sua abbiente famiglia, Nuevo Orden descrive a rotta di collo la caduta di un sistema politico e la nascita di uno ancora più angosciante. “Nuevo Orden propone una visione distopica del Messico, che tuttavia si discosta solo leggermente dalla realtà. La disparità sociale ed economica è attualmente sempre più diffusa e insostenibile. Non è la prima volta che un simile scenario si presenta nel Paese e i governi corrotti hanno sempre risposto con violenza dittatoriale a qualsiasi forma di protesta" ha commentato il regista in occasione della presentazione del lungometraggio. Nuevo Orden è un film scomodo che difficilmente troverà distribuzione in Messico. “Se la diseguaglianza non viene affrontata con metodi civili e le voci di dissenso vengono silenziate, allora subentra il caos”. Il lungometraggio gode di uno stile energico e di un ritmo serrato ricco di metafore e simbolismi, un’ulteriore conferma della grande capacità espressiva del cinema messicano che negli ultimi anni, in particolare con il trio Inarritu, Cuaròn e Del Toro, ha conquistato il favore della critica e del pubblico di tutto il mondo.



Und morgen die ganze Welt è il secondo titolo in concorso della giornata, diretto da Julia von Heinz. Il film è tratto da un verso della poesia Es zittern die morschen Knochen di Hans Baumann scritta nel 1932. La Germania è scossa da una serie di violenti attacchi terroristici di stampo razzista. Luisa, vent’anni, si unisce a un gruppo dell’Antifa deciso a contrastare il movimento neo-Nazi in sommossa. Con le sue azioni temerarie, combatte non solo l’estrema destra ma cerca anche di fare colpo su Alfa, un attivista antifascista del quale è segretamente innamorata. Presto, la situazione si inasprisce e Luisa e i suoi amici devono affrontare la questione se la violenza possa essere una risposta politica legittima al fascismo e all’odio. “L’estrema destra è spinta dalla paura e dall’odio. Per gli attivisti di sinistra l'idea è quella di un mondo dove regnino pace e uguaglianza. Ma come è possibile conquistarle? Luisa, la protagonista del mio film, spinta a lottare violentemente contro l’estrema destra, alla fine smarrisce sé stessa nella lotta. Con alle spalle un passato di attivista di sinistra, mi chiedo ogni giorno in che modo io possa utilizzare il cinema per riflettere sull’attuale clima politico. Spero che il mio film accenda una discussione in merito a come vogliamo vivere insieme. Questa non è solo una storia che racconta le aspre divisioni che attraversano la Germania, ma anche una disamina della divisione globale che caratterizza l’intera società occidentale” il commento della regista. Il film della von Heinz tedesca si oppone alla criminalizzazione dei movimenti antifascisti, mette in scena la vita di giovani militanti tra lotte politiche e storie d’amore.

"In primo luogo avevo concepito un lungometraggio ispirato a eventi reali: ovvero l'uccisione del nazista Gerhard Kaindl a Berlino nel nel 1992. A posteriori posso dire che è stata una benedizione. All'epoca non eravamo in grado di ottenere il finanziamento e io stessa non sarei stata in grado di girare il film nel modo in cui lo immaginavo" spiega la regista giunta al Lido per la presentazione del lungometraggio: "Ho girato il film pensando allo spettatore tedesco. A Venezia poi ho conosciuto tante persone di paesi diversi che conoscevano questo problema. In questo senso va riconosciuto a Trump che ha reso famosa la parola ‘Antifa'chiaramente criminalizzandola. Ma cosa significa Antifa? Significa antifascista: come si possono criminalizzare le persone antifasciste? Credo sia criminale criminalizzare l'antifascismo, soprattutto al giorno d'oggi". Così come Nuevo Orden, anche Und morgen die ganze Welt tratta temi politici più attuali che mai, ma a differenza del film messicano, non impressiona il modo in cui vengono messi su schermo. Il film risulta inconsistente e poco riuscito nel descrivere un contesto di disagio giovanile.



A domani con il Giorno 10 di questa Venezia77.