Dopo “L’età dell’oroFabrizio Plessi illumina il Natale di Piazza San Marco con un albero digitale. Fino al 6 gennaio 2021 sarà infatti possibile godere di questa grande installazione collocata nella piazzetta, tra le colonne di San Marco e San Todaro: un albero insolito e moderno che con la sua luce dorata cercherà di illuminare il buio di questo tempo che viviamo.



L’albero digitale di Fabrizio Plessi

L’albero digitale di Fabrizio Plessi scalderà l’atmosfera natalizia del salotto buono di Venezia. Sarà composto da oltre 80 moduli di luce a led dorata, di 1 metro e 50 centimetri ciascuno, in movimento, collocati in direzioni diverse e inquadrati in cornici.

Un’opera moderna che si affida alla tecnologia per essere un “omaggio alla luce”, ma anche qualcosa di più in questi tempi bui. L’albero è infatti un vero e proprio “messaggio di rinascita”, per usare le parole pronunciate dallo stesso l'artista che non dimentica inoltre di ribadire ancora una volta il proprio amore nei confronti di Venezia.

Fabrizio Plessi ha progettato il suo albero digitale come un enorme mosaico dorato, richiamando così il colore predominante della Basilica di San Marco che si trova a pochi metri da dove sorge la sua opera. La particolarità sta però nel fatto di non essere una scultura statica, di modello tradizionale, perché ogni tassello che dà forma all’albero è progettato per vivere di vita propria.

Un vero e proprio faro luminoso i cui flussi di luce si propagano in direzioni differenti con l’intento di creare un intreccio “di contaminazioni quale metafora, da un lato, della dinamica delle relazioni interpersonali e, dall’altro, per valorizzare la memoria storica di questa città, luogo di incontro e di scambio tra culture diverse per eccellenza”.

L’albero stesso non si presenta dunque come una decorazione natalizia, bensì come un simbolo che unisce terra, acqua e cielo, dando così un significato più profondo all’opera, contestualizzata nel periodo di Natale.

L’uso del digitale in un contesto come questo, dice Plessi, “diventa emozione spirituale che si esprime nell’unico linguaggio possibile oggi, permettendoci di raggiungere gli altri pur nella distanza fisica. Una scultura evocativa che sta a dimostrare come, ancora una volta, sarà la luce dell’arte ad indicare la strada per superare insieme questi tempi bui”.





Non una semplice opera di luce e tecnologia quella di Fabrizio Plessi, ma un’idea originale, innovativa e di certo evocativa.

Chi si troverà in Piazza San Marco durante le festività Natalizie troverà ancora presente “L’Età dell’oro”, dello stesso Fabrizio Plessi, sulla facciata dell’Ala Napoleonica del Museo Correr. L’installazione, come l’albero digitale rimarrà illuminata fino al 6 gennaio 2021.

Non sarà l’unica iniziativa luminosa nel cuore di Venezia. Il progetto Natale di Luce 2020 prevede infatti in area marciana anche un intervento luminoso alle Procuratie Vecchie e Nuove e lungo Calle XXII Marzo sino a campo Santa Maria del Giglio.


I promotori dell’opera

La realizzazione dell’albero digitale che illumina piazza S.Marco è stata possibile grazie al Comune di Venezia e Vela Spa con la partnership di Assicurazioni Generali e fa parte delle tante iniziative della rassegna “Le Città in Festa – Natale 2020”.

Il sindaco Luigi Brugnaro spiega come l’opera illuminerà di luce nuova il Natale nel cuore di Venezia, “una luce che rappresenterà, idealmente, un segno di quella speranza e di quella resilienza di una città che vuole farcela. Da San Marco, cuore della città che tra qualche mese celebrerà il suo milleseicentesimo compleanno, abbiamo voluto lanciare un messaggio di fiducia”.

Nel suo intervento il sindaco ricorda anche i cittadini, spiegando che l’intento dell’opera di Plessi è anche quello di dare “una nuova luce per dare speranza a tutti i veneziani, a chi ha perso il lavoro, a chi fatica ad arrivare alla fine del mese, a chi ha dovuto dire addio ai propri cari per colpa di un maledetto virus, ma soprattutto a chi, con orgoglio, sa che quando tutto questo sarà finito, avremo comunque fatto tesoro di ciò che ci è capitato e saremo pronti per ripartire”.

La collaborazione al progetto da parte di Generali viene spiegata dal suo group ceo Philippe Donnet che ricorda lo stretto rapporto tra la compagnia assicurativa e Venezia, che ha sede, fin dal 1832, nelle Procuratie Vecchie. L'impegno nei confronti di Venezia da parte di Generali non si ferma qui perché grazie al contributo di questa si sta lavorando per riaprire dopo 500 anni le Procuratie alla comunità, collocando qui la sede dell’iniziativa The Human Safety Net.