Lo slogan principale del capoluogo veneto riecheggia nella mente di tutti coloro che hanno visitato la città: “Venezia è unica!”, lo si ritrova scritto spesso anche tra le righe dei nostri articoli ed il motivo è semplice: è la pura verità. La città di Venezia si distingue dalle altre per storia, cultura, per la simbiosi con l’acqua e con l’ambiente lagunare ma anche per la struttura e per la particolare divisone in sei zone dette sestieri. Il sestiere corrisponde al quartiere delle altre città ma comprende zone molto ampie e talvolta anche isole non collegate da ponti. I nomi tradizionali dei sestieri di Venezia sono: Cannaregio, Castello, Dorsoduro, Santa Croce, San Marco e San Polo. Una serie di articoli dedicati ad un singolo sestiere accompagneranno i nostri lettori attraverso i luoghi storici della Serenissima.

L’itinerario inizia da San Marco, sestiere più famoso, importante e sfarzoso, cuore pulsante della città di Venezia che ogni anno viene preso d’assalto da milioni di turisti provenienti da ogni parte del globo, ansiosi di ammirare l’eterna bellezza di Piazza San Marco, del Palazzo Ducale, del Ponte dei Sospiri e tanti altri luoghi d’interesse che non vediamo l’ora di farvi scoprire. 

Il sestiere di San Marco si trova al centro della città, è delimitato a nord dal Canal Grande, a sud dal bacino di San Marco, a ovest dal Rio del Palazzo e ad est dal Rio San Zulian. La zona prende il nome dalla Basilica edificata per contenere la salma dell’evangelista San Marco, patrono della città.

Piazza San Marco: il salotto del mondo

L’itinerario non può che iniziare dal cuore pulsante della città: conosciuta in tutto il mondo e più volte riprodotta in miniatura, Piazza San Marco è il salotto del mondo, la piazza pubblica più bella e conosciuta di Venezia. L’unico spazio cittadino ad essere definito “piazza”, tutti gli altri luoghi di aggregazione sono definiti “campi”, e fin dai tempi della Repubblica ha ospitato tutti gli avvenimenti più importante della vita civica della Serenissima. La Piazza ospita la Basilica di San Marco, l’incantevole testimonianza della magnificenza della Repubblica di Venezia e simbolo religioso della città. Questo grande spazio aperto, infatti, è la sintesi perfetta dei due pilastri sui quali si fonda Venezia: la fede religiosa e la vita politica. L’edificio a croce greca presenta cinque cupole e prospetta sulla piazza con la sua facciata marmorea risalente al tredicesimo secolo e rivestita da più di mille metri quadri di tessere di mosaico d’oro. Al suo interno si apre il celebre ciclo mosaicale di tessere dorate, per la quale la Basilica è chiamata con l'appellativo di "chiesa d'oro".

Da Piazza San Marco svetta quello che è il punto di riferimento e simbolo più riconoscibile di Venezia, stiamo parlando del Campanile di San Marco. Eretto a partire dal nono secolo, il campanile ebbe in origine la funzione di torre di avvistamento e di faro. Nel corso dei secoli ha subito varie modifiche e ristrutturazioni a causa dei danno subiti da fulmini e terremoti, fino al tragico crollo che avvenne nel luglio del 1902. Per fortuna l’evento non causò vittime e ne fu immediatamente deliberata la ricostruzione da parte del consiglio comunale: “come era, dove era”. I lavori di ricostruzione vennero ultimati il 6 marzo 1912 e inaugurato nel giorno della festa di San Marco. Il Campanile presenta una forma a canna quadrata larga 12 metri e alta quasi 100, sormontata dall’iconica cuspide piramidale dalla quale si innalza la statua dell’Arcangelo Gabriele rivestita in oro e alta più di tre metri. Alla base dell’imponente campanile si trova la loggetta del Sansovino, un piccolo edificio costruito nella prima metà del sedicesimo secolo su progetto di Jacopo Sansovino. L’edificio fu ideato per accogliere i patrizi che volevano accedere alle sedi del governo dislocate nelle vicinanze. 

Su tre lati della piazza, San Marco è avvolta dalle Procuratie, imponenti edifici tipici dell’ambiente veneziano che prendono il nome dal fatto che vi alloggiavano i procuratori di San Marco: sono comunemente chiamati Procuratie Vecchie, Procuratie Nuove e Ala Napoleonica. Le Procuratie Vecchie si estendono per 152 metri dalla Torre dell’orologio, celebre edificio rinascimentale il cui arco collega la piazza con le Mercerie, fino all’Ala Napoleonica. Fino alla fine degli anni ‘80 del ventesimo secolo sono state la sede di Assicurazioni Generali che ancora oggi sono proprietari dell’85% della superficie dell’edificio. Attualmente le Procuratie Vecchie ospitano numerosi negozi al piano terra e uffici nei piani superiori. La costruzione de le Procuratie Nuove è stata ultimata nel 1640 da Baldassarre Longhena, il complesso di edifici si estende dall’Ala Napoleonica fino al Campanile di San Marco. Durante l’epoca napoleonica, il Regno Italico adibì le Procuratie Nuove a Palazzo Reale, funzione che mantennero anche sotto i Savoia negli anni che vanno dal 1866 al 1946. Oggi ospitano ai piani superiori il Museo Correr, il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico. Al piano terra, sotto i portici, vi è il famoso caffè Florian, il bar più antico d’Italia e fondato da Floriano Francesconi nel 1720,  è stato frequentato da celebri personaggi come Goldoni, Casanova, Proust, sulle sedie del caffè Riccardo Selvatico nel 1893 ideò la Biennale di Venezia. Durante l’occupazione francese, Napoleone Bonaparte diede l’ordine di abbattere la Chiesa di San Geminiano e di chiudere le Procuratie a ferro di cavallo per costruire la cosiddetta Ala Napoleonica. L’edificio presenta una facciata molto simile alle Procuratie Nuove e in quanto nuova ala del Palazzo Reale, avrebbe dovuto ospitare una sala da ballo con vista sulla piazza.


Palazzo Ducale: la casa dei Dogi

Capolavoro del gotico veneziano, uno dei simboli delle città di Venezia, il monumentale Palazzo Ducale è stata la sede del Doge, la più alta carica della Repubblica di Venezia. Costruito nell’anno 812, il Palazzo ha seguito l’intera storia della Repubblica di Venezia, dagli albori fino alla caduta nonostante sia stato colpito da numerosi incendi e più volte ricostruito. Dopo l’annessione di Venezia al Regno d’Italia, il Palazzo Ducale è diventato una sede museale e oggi ospita il Museo Civico che registra ogni anno più di un milione di visitatori. La bellezza del Palazzo è data in particolare dalle due facciate in stile gotico veneziano, una rivolta verso la piazzetta San Marco e l’altra verso il bacino. Le facciate si sviluppano su due colonnati intarsiati, apparentemente molto piccini ma capaci di reggere la pesante mole del corpo principale. Varcando la porta d’ingresso dell’edificio è possibile visitare l’appartamento del Doge, all’interno del quale si possono ammirare le opere di straordinari artisti quali Tiziano, Veronese, Tiepolo e tanti altri, è inoltre consentito attraversare l’armeria, la prigione e la Sala del Maggior Consiglio dove è esposto “Il Paradiso” di Tintoretto, conosciuto per essere il telero più grande del mondo, con i suoi 7,45 metri di altezza e 24,65 metri di larghezza. 


Le Mercerie: le vie dello shopping veneziano

Dopo essersi immersi nell’immortale bellezza di Piazza San Marco, è lecito concedersi una pausa e dedicare qualche ora allo shopping. Quale posto migliore per fare acquisti se non le Mercerie, dove “tutte le cose che nel mondo si desiderano in questa strada si trovano”? Mercerie (Marzarie in veneziano) sono la principale arteria commerciale di Venezia, un sistema di calli che ospita una quantità infinità di negozi e attività commerciali. Mercerie è il nucleo commerciale di Venezia sin dai tempi della Repubblica, quando si vendevano merci preziose e le botteghe restavano aperte fino a tarda notte. Oggi queste strette strade che collegano la zona di Rialto al sestiere di San Marco, sono la sede di negozi di alta moda, gioiellerie, pelletterie, vetrerie artistiche e una quantità pressoché infinita di negozi di souvenir. Se un tempo le strette strade de le Mercerie venivano percorse soltanto da veneziani in cerca di offerte convenienti, oggi sono invase da milioni di turisti in visita a Venezia. Dalle Mercerie è tempo di continuare il nostro viaggio nel sestiere di San Marco e di visitare un altro pilastro monumentale della storia della Serenissima.  

Ponte dei Sospiri: sospiri d'amore e di libertà

Per accedere alle Prigioni del Palazzo Ducale occorre attraversare il Ponte dei Sospiri, tra i più famosi e fotografati ponti di Venezia. Il nome del ponte risale al diciannovesimo secolo, quando alcuni poeti europei immaginarono l’ultimo sospiro dei prigionieri che vedevano per l’ultima volta il mondo esterno proprio mente attraversavano il ponte. La leggenda vuole che il nome venga attribuito a Giacomo Casanova il quale ebbe modo di attraversare il ponte nel 1755 dopo essere stato accusato di propaganda antireligiosa. É possibile ammirare e fotografare il Ponte dei Sospiri dall’antico Ponte della Paglia, dal quale si ha una visuale perfetta del monumento. Il ponte è costruito in pietra d’Istria, in perfetto stile barocco fu realizzato nel diciassettesimo secolo ad opera di Antonio Contin. Ogni anno tantissime coppie di innamorati si scambiano baci mentre passano sotto il Ponte dei Sospiri, detto anche “Ponte degli innamorati”. Una celebre quanto vecchia credenza popolare vuole che due persone che si amano, baciandosi al tramonto su una gondola sotto al Ponte, godranno della felicità eterna. Un ottimo espediente per garantire qualche giro di gondola in più. A discapito delle trovate commerciali, molti intellettuali, artisti e letterati si sono lasciati ispirare dalla splendida vista del Ponte dei Sospiri, tra questi vi è Edgar Allan Poe ma anche il pittore Mikhail Vrubel.

Palazzo Grassi: da residenza patrizia a scrigno di arte contemporanea

Da Piazza San Marco, percorrendo il Canal Grande in direzione nord ovest, è possibile ammirare quello che viene definito l’ultimo palazzo patrizio affacciato su Canal Grande prima della caduta della Repubblica: Palazzo Grassi, uno degli edifici più noti di Venezia e sede di numerose mostre d’arte che richiamano l’interesse di appassionati di tutto il mondo. Il palazzo è stato costruito a partire dalla seconda metà del 1700 su di un appezzamento di terra acquistato dalla famiglia Grassi in più fasi. Tra il 1840 e il 1875, l’edificio ha cambiato più volte proprietario prima di finire sotto la guida del barone Simone de Sina, ricco finanziere greco che apportò una sostanziali modifiche strutturali. Anche durante il ‘900 il palazzo cambia più volte proprietario, nel 1983 viene acquistato dalla Fiat che affida i lavori di ristrutturazione alla nota designer e architetto Gae Aulenti. Palazzo Grassi affaccia su Canal Grande con una facciata in stile neoclassico che riporta alla mente lo splendore dell’influente e ricca famiglia Grassi. Attualmente  il proprietario è l'imprenditore francese Francois Pinault, che nel 2005 ha affidato le opere di rinnovo all’architetto giapponese Tadao Ando. All’interno di Palazzo Grassi è conservata la collezione d’arte moderna di Pinault, una delle cinque più grandi al mondo: un patrimonio artistico che comprende pitture, scultura, fotografie e video.

Vita notturna e movida: teatri, bacari e Hard Rock

All’interno dei confini del sestiere di San Marco sono presenti un gran numero di bar, ristoranti e locali dove potersi rilassare e intrattenere una volta calato il sole sulla città. Sono celebri i caffè di Piazza San Marco dove è possibile bere un drink ammirando le bellezze del Salotto al chiaro di luna, ma altrettanto famosi sono i bacari veneziani, osteria tipiche dall’ambiente ristretto e spartano. Un aperitivo al tramonto, a bordo di un canale, è il modo migliore per concludere una giornata veneziana. Per chi volesse passare una serata culturale, lontano dalla movida, a San Marco sono presenti due importanti teatri: La Fenice e il Goldoni. Il primo si trova in campo San Fantin ed è il principale teatro lirico di Venezia, uno dei più importanti e prestigiosi del mondo. Inaugurato nel 1792, è stato ricostruito nel 1838 e nel 2003. Il Gran Teatro La Fenice è stato testimone di numerose prime assolute di artisti del calibro di Rossini, Bellini, Verdi. Il Teatro Carlo Goldoni si trova in prossimità del Ponte di Rialto, fu inaugurato nel 1622 ed è il teatro più antico di Venezia ancora attivo. Un luogo magico che è stato guidato da direttori artistici del calibro di Giorgio Gaber, Giulio Bosetti e Alessandro Gassmann. Ogni settimana, grandi artisti si esibiscono all’interno dei teatri di San Marco, un luogo perfetto per gli amanti della musica lirica e delle opere teatrali.

Un’altra grande attrazione notturna di San Marco è senza dubbio l’Hard Rock Cafe di Venezia. Come in ogni grande città turistica che si rispetti, anche a Venezia è presente il cafè/pub a tema musicale più famoso del mondo. Lambito dalle acque del Bacino Orseolo, proprio dietro le Procuratie Vecchie, l’HRC è stato inaugurato nel 2009 ed è costruito all’interno di in un edificio storico in perfetto stile veneziano: ampie vetrate, decorazioni raffinate e vista sul rio. Un’oasi di modernità perfettamente integrata nell’ambiente circostante dove poter passare nottate all’insegna del cibo, dell’alcol e della buona musica.