Ce l'abbiamo fatta!

La 77esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sua edizione più difficile si è conclusa. Ed è promossa a pieni voti! L'amore e la passione che ha dimostrato La Biennale per questa arte del cinema, l'indubbio coraggio a sfidare un tempo avverso, sono stati davvero commoventi e stimolanti. Un miracolo che ha più a che fare col terreno che col mistico perchè quello che è successo è stato reale. Magnificamente reale!

Ma ritorneremo su questo aspetto, ora andiamo dritti al cuore della serata di ieri.

La Cerimonia di Premiazione si apre un passaggio fluido da passato a presente per proiettarsi poi nel tempo che verrà. Si parte con la toccante lettura di Matilde Gualtieri che recita la poesia Nove Marzo 2020, quella data che ha cambiato la vita di tutti dando inizio al lockdown, a ricordarci del periodo passato che ha segnato la storia e che ha costretto questa edizione della Mostra a vestirsi di una singolarità di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno.

[...] A quella stretta

di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo. Più delicata

la nostra mano starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontani un metro.

Una riflessione sulla condizione umana obbligata a riscrivere i suoi ritmi e ad essere maggiormente consapevole di una umanità che si stava perdendo. Un inno alla rinascita, ma che questa non sia indifferente al triste vissuto appena trascorso, perchè questo diventi monito per una vita più cosciente di ciò che possediamo di prezioso. La chiusura migliore per una edizione che ha dovuto riscrivere le sue regole per poter esserci, per poter vincere una sfida in partenza assai ardua.

Si ritorna al presente con il cantautore Diodato che invita a vivere e godere del momento "perchè è adesso tutto ciò che avremo", incantando tutti con una versione intima della sua Adesso.

Arriva poi sul palco la madrina Anna Foglietta, una delle migliori madrine che la Mostra ricordi, che visibilmente emozionata, definendoci "tutti re e regine di un regno magnifico: il cinema" ci esorta a fare tesoro delle belle emozioni vissute in questi giorni e di conservarle dentro di noi "da qualche parte tra testa e cuore" per domani quando saremo orfani della bellezza della Mostra.

Da poi il via alla serata con il momento più atteso, quello dell'assegnazione dei premi.




Il Leone d'Oro come miglior film di questa edizione va a Nomadland di Cholé Zhao, un film molto intenso che racconta la vita dei moderni nomadi, per scelta o per necessità, che spesso si ritrovano ad essere "gli ultimi". E in effetti il film è stato inserito nella selezione dei partecipanti al Concorso Venezia77 solo il giorno prima della chiusura delle candidature: ancora una volta la vita ci insegna che spesso ultimi diventano i primi. Assente tutto il cast, che non ha quindi potuto ritirare il premio. Solo un video di ringraziamento in cui compare la regista con l'attrice protagonista Frances McDormand, nel deserto di Pasadena con alle spalle il camper divenuto elemento caratterizzante della narrazione del film.

Il film della Zhao batte quindi i favoriti Notturno di Gianfranco Rosi, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli e Nuevo Orden di Michel Franco, a cui però va il Leone d'Argento. L'Italia trionfa con Pierfrancesco Favino che vince una stra meritata Coppa Volpi per l'interpretazione maschile nel film Padrenostro, e con Pietro Castellitto che nella Sezione Orizzonti si è guadagnato il Leone per la migliore sceneggiatura per il suo I Predatori. Maturo e lucido il suo discorso di ringraziamento dedicando "il premio a chi non la pensa come me perché solo legittimando l'altro si può avere uno scambio. La competizione è con la storia, non con il nostro tempo". Un monito senza dubbio attuale.

Il Premio Speciale della Giuria va invece al russo Andrej Konchalovsky con Dears Comrades!, e il Leone per la miglior regia a Kiyoshi Kurosawa per Wife of a spy. Coppa Volpi per la miglior interprete femminile va a Vanessa Kirby per Pieces of a woman.







Ma vediamo tutti i premi di questa Venezia77.


  • Leone d’Oro: Nomadland di Chloe Zhao 
  • Leone D’argento: Nuevo Orden di Michel Franco 
  • Miglior regia: Wife of a Spy di Kiyoshi Kurosawa 
  • Coppa Volpi Miglior attrice : Vanessa Kirby per Pieces of a Woman 
  • Coppa Volpa Miglior attore : Piefrancesco Favino per Padrenostro 
  • Miglior sceneggiatrura: The Disciple di Chaitanya Tamhane 
  • Premio speciale della Giuria: Dear Camrades! di Andrej Konchalovsky 
  • Premio Marcello Mastroianni ad attore emergente : Javad Ezzati per I figli del sole 

Sezione Orizzonti:

  • Miglior film: Wasteland di Ahmad Bahrami
  • Miglior regia: Lav Diaz per Lahi, Hayop
  • Premio della Giuria: Ana Rocha de Sousa per Listen
  • Miglior attrice: Khansa Batma per Zanka Contact
  • Miglior attore: Yahya Mahayni per The Man Who Sold His Skin
  • Miglior sceneggiatura: Pietro Castellitto per I predatori
  • Cortometraggio: Entre tu y milagros di Mariana Saffron
  • Leone del Futuro Venezia opera prima Aurelio De Laurentiis:  Listen di Ana Rocha de Sousa 


L'ultima giornata di questa edizione 77 della Mostra del Cinema di Venezia si era aperta con la proiezione, ovviamente Fuori Concorso, del film Lasciami Andare di Stefano Mordini. Pellicola interamente girata a Venezia e che chiude così un cerchio di questa storica kermesse lagunare che era stata inaugurata con la proiezione di Molecole, documentario della città ai tempi del lockdown.

L'opera di Mordini ha un cast davvero eccezionale: Stefano Accorsi nei panni di Marco, Serena Rossi in quelli della moglie Anita, Maya Sansa nel ruolo della ex moglie di Marco, Clara, e Valeria Golino che interpreta Perla, personaggio chiave della narrazione.

Marco e Clara perdono il figlio Leo in un tragico incidente. Come spesso capita in questi casi la coppia non resiste all'urto che la morte di un figlio genera e si separa. Marco ricostruisce la sua vita a fianco di Anita che scopre poi di esser in attesa di un bimbo. La vita pare ripartire, ma nelle vite di tutti appare improvvisamente Perla, la donna che ha acquistato la casa dove Marco e Clara vivevano con il piccolo e dove il piccolo muore. Questa donna, avvolta da un incredibile alone di mistero, personaggio ambiguo, contatta i due per confessare loro di avvertire nelle stanze della casa una presenza costante e di udire la voce di un bambino. Questa notizia è un duro colpo per entrambi ma scuote soprattutto Marco risucchiandolo così in un passato dal quale tenta costantemente di sfuggire: si rende conto di non aver mai veramente elaborato il lutto per la perdita del figlio, tormentato da pesanti sensi di colpa, si affanna a scrivere un futuro senza aver mai però chiuso il libro del passato. Prende così corpo un thriller che diventa un viaggio, un percorso sinuoso come l'acqua alla ricerca della verità. Ma quale verità?

E l'acqua è proprio l'elemento principale di questo racconto, motivo per cui Mordini ha scelto Venezia per l'ambientazione della sua storia. Ma la Venezia della pellicola è una città quanto mai vera e reale: il film, infatti, è stato girato l'autunno scorso, quando la città ha subito l'ondata di aqua granda le cui immagini sono negli occhi di tutti. Dinanzi a quella evidente complessità, la scelta del regista è stata quella di rimanere a girare anche in condizioni di estreme, con una città in ginocchio: un modo per sostenere la cittadinanza e la sua economia in un momento di difficoltà. Si è venuta così a creare una speciale condivisione tra set e città, tra operatori e cittadini, che emerge con tutta la sua magia dalle scene del film.

"In realtà il film - ha spiegato il regista - lavora più che sul mistero e sull'invisibile, sui mille espedienti che uno si crea per superare il dolore, per continuare a sperare. In fondo ritengo Lasciami andare soprattutto una storia d'amore. Ci sono delle case a Venezia dove il sole, passando attraverso delle fessure, trattiene l’immagine di ciò che incontra e lo riflette sui muri. Il processo è quello della camera oscura. In una di queste case Marco e Clara hanno vissuto e in quell’immagine di un canale d’acqua, attraversato da barche in legno e qualche gondola, si riflette qualcosa di più di un semplice paesaggio. Nelle pieghe della luce, guardando più attentamente, si può scoprire altro. È da lì che la macchina da presa si è mossa alla ricerca del piccolo Leo, per aiutarlo ad andare."




Cala così il sipario su Venezia77. Tra tutti i premi assegnati ieri in Sala Grande il Leone d'Oro più importante, consentitemi di dirlo, va a Roberto Cicutto, presidente de La Biennale, e ad Alberto Barbera, direttore della Mostra artefici di questa edizione storica, meritevoli di aver fatto qualcosa di davvero straordinario. Tutti abbiamo pensato che fosse una follia quando entrambi, in piena pandemia, annunciarono che la Mostra del Cinema si sarebbe fatta e nelle date già stabilite. Tutti ci siamo chiesti come sarebbe stato possibile organizzare un evento di caratura internazionale come La Biennale Cinema in un momento in cui il mondo intero combatteva contro un nemico comune e invisibile. Come gli acrobati della locandina di questa edizione 77 ci siamo mossi sballottando tra scetticismo, incredulità, entusiasmo e curiosità. Abbiamo temuto che un evento del genere avrebbe creato assembramenti e che quindi avrebbe veicolato facilmente il virus. Qualcuno temeva il fallimento, forse lo sperava.

E invece la Mostra Internazione d'Arte Cinematografica La Biennale di Venezia edizione 77 è stata un trionfo! Ha dimostrato a tutti che con la caparbietà e la ostinazione, il coraggio, le scelte giuste, la corretta organizzazione studiata sin nei minimi dettagli, si può tornare ad una normalità che in fondo ci meritiamo. Questa edizione della Mostra, che è passata alla storia ancor prima di iniziare, ha sicuramente gettato le basi per gli eventi che verranno, diventandone un esempio da seguire. D'altronde la Serenissima Venezia, una città che ha rubato terra al mare, nella sua storia ci ha sempre insegnato la tenacia.

E così tutto ha funzionato alla perfezione, dal rispetto delle normative per la sicurezza, dalle sale e proiezioni triplicate, dalla prenotazione online dei posti a sedere per i film da vedere. Non è mancato il fascino, il glamour, il sogno che la Mostra del Cinema di Venezia ha sempre portato con se.

E' vero, non ci sono stati quest'anno i grandi titoli da cartelloni americani, le star hollywoodiane, ma il grande cinema l'ha fatta da padrone con proposte d'autore e non estremamente interessanti, sorprendenti scoperte che sono certa ritroveremo nello scenario cinematografico internazionale, film che ci accompagneranno per gran parte della stagione.

Il ringraziamento, come ha detto il presidente Cicutto dal palco ieri sera va anche "a tutti gli accreditati e al pubblico che con il loro senso di responsabilità civile hanno contribuito alla riuscita dell'evento".

La Biennale ha compiuto un piccolo grande miracolo, mettendo in scena la trama migliore: si può convivere col virus, si deve convivere con virus. E lo si può fare godendo di una straordinaria normalità che ci ha regalato quello che tutti aspettavamo da tempo: il ritorno in sala!

Brava La Biennale!



Si chiude così questo nostro viaggio nella Mostra del Cinema 2020 - Venezia 77 nella quale abbiamo cercato di portavi ogni giorno, raccontandovi ciò che accadeva al Lido, facendovi conoscere film e personaggi che hanno animato questi 11 lunghi ed intensi giorni.

Stanchi ma felici, come Barbera, per questa incredibile esperienza.

Arrivederci a Venezia78, in programma dal 01.09.2021 al 11.09.2021.

E speriamo sia senza mascherina....

Buon cinema a tutti!